Il fact checking sul faccia a faccia tra i candidati a sindaco di Biella

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Avete seguito il dibattito pubblico tra i candidati di venerdì 12 aprile? (A proposito, qui c’è il link per riguardare la registrazione). Tra domande uguali per tutti e risposte, ovviamente, differenti, a qualcuno è scappata la frizione e ha – come dire – adeguato alle sue esigenze situazioni, statistiche e ricordi. Qui c’è un po’ di fact checking, per amore di verità, sulle affermazioni che ne avevano bisogno. Buona lettura…

“Per l’ex Sassone, le Filature Riunite di via Carso bisogna fare qualcosa di utile per far sì che venga acquistato da un privato” (Claudio Corradino)
Non è il caso di sottolineare il fatto che ha sbagliato il nome di un edificio: i lapsus succedono, specie sotto la pressione di un dibattito pubblico. Ma dire che i restauri delle fabbriche dismesse di via Carso dovrebbero essere affidati ai privati è superfluo: tutte le aree inutilizzate di via Carso, dalle Pettinature Riunite progettate dall’architetto Pagano al complesso ex Rivetti, appartengono a privati. E qualche progetto è stato pure presentato ed esaminato. Il Comune ha però il ruolo di facilitatore, ruolo importantissimo tenuto conto che occorre anche valutare, tra l’altro, dei vincoli e dei pareri della Soprintendenza. E negli scorsi cinque anni, in più di un’occasione, sono state concesse autorizzazioni in deroga ai piani regolatori, proprio per favorire la ripresa e lo sviluppo.

“Biella è una città sporca. Quando viene qualcuno da fuori me lo fa notare, in via Italia è pieno di cicche per terra. E quando vado a Roma mi dicono: avete una via Italia che può essere meravigliosa” (Claudio Corradino)
La stragrande maggioranza dei cittadini biellesi rispetta e tiene pulita la propria città, ma certo alcuni gettano cicche per strada e altri non rimuovono le deiezioni dei propri animali. Con la nostra amministrazione è stato attivato un aspirapolvere stradale fatto apposta per i piccoli rifiuti che si incastrano tra i cubetti, che funziona in centro, ma anche in Riva e al Piazzo. E si è iniziato a sanzionare i comportamenti maleducati dei padroni dei cani. Detto questo, che un cittadino di Roma possa arrivare a Biella e trovarla sporca è un’affermazione molto, ma molto fantasiosa. E non è una consolazione, perché certo non fa piacere riconoscere che la capitale del nostro Stato è in una situazione drammatica, dal punto di vista della pulizia e dei rifiuti.

“Viviamo in un Paese dove la tassazione è altissima (…) Poveri commercianti… Qualunque governo della città dovrà mettersi a discutere: il Comune agevola l’impresa” (Dino Gentile)
Era il 2014 e la nuova giunta era appena entrata in carica quando uno dei temi caldissimi della città era la tariffa rifiuti portata a livelli altissimi, per scelta politica, a carico dei commercianti. Una scelta che fece, da sindaco, proprio Dino Gentile quando amministrava Biella con una maggioranza di centrodestra. Servì un fondo speciale di solidarietà, messo in campo dalla giunta Cavicchioli, e l’introduzione della tariffa puntuale, che ha fatto risparmiare sulla bolletta oltre l’80% dei commercianti, per riportare la pressione tributaria a livelli accettabili per le imprese cittadine.

“Sul sociale noi abbiamo controllato chi faceva il furbo e chi si meritava un aiuto. E questo non so se tutte le amministrazioni lo fanno (…) È ora di finirla con le persone che pagano le case popolari e non pagano l’affitto” (Claudio Corradino)
Non è raffinatissimo, specie se lo si fa senza prove, insinuare che i servizi sociali del Comune aiutino anche chi non ne ha bisogno per carenza di controlli. Quanto alle case popolari, il sindaco della seconda città della provincia dovrebbe sapere che dal 2017 esiste un progetto dell’Atc per recuperare gli affitti non pagati, anche con piani di rientro, e che la situazione di Biella risulta migliore di quella di Novara. Premesso questo, i nostri servizi sociali erogano contributi a 150 famiglie perché abbiano accesso al fondo sociale. Così facendo, consentono loro di avere una casa. C’è differenza tra chi tende una mano ai più fragili e chi li guarda con sospetto.

“Io non so se sia perché siamo sotto elezioni ma sembrano sparite le notizie delle risse in Riva e di tutte le persone che si comportano male…” (Claudio Corradino)
Capiamoci bene: chi sono i bugiardi e complici dei presunti malviventi? I giornalisti che nascondono i fatti di cronaca? Le forze dell’ordine che tengono le denunce nel cassetto? O più semplicemente, per un candidato sindaco leghista, bisogna parlare di allarme sicurezza a ogni costo, anche se uno degli appuntamenti imperdibili della settimana social biellese è la rubrica “Biella capitale del crimine” di “La Biella che Piaceva”?

“La raccolta domiciliare dei rifiuti la vorrei in tutto il Biellese. Dopo che è stata fatta a Cossato è stata fatta anche a Biella” (Claudio Corradino)
Sembra che certe notizie fatichino a percorrere gli undici chilometri che separano palazzo Oropa da piazza Angiono. Altrimenti saprebbe quanto strenua è stata l’opposizione dell’intero centrodestra, a colpi di proposte irrealizzabili di isole ecologiche e di ironia gratuita sul vicesindaco Diego Presa, al progetto che ha portato la raccolta differenziata in città oltre l’80%, mentre il centrodestra stesso l’aveva lasciata, a fine 2013, al 55%.

“Un problema della città (…) è legato al notorio problema che abbiamo del collegamento” (Giovanni Rinaldi)
Il candidato del Movimento 5 Stelle non deve dirlo ai cittadini biellesi ma ai suoi compagni di partito romani che, da quando sono al governo, insieme ai compagni di partito di Claudio Corradino, hanno provocato ritardi su un progetto già in rampa di lancio come l’elettrificazione della Biella-Santhià. L’apertura del cantiere era prevista per novembre. Siamo ad aprile…

“C’è un bilancio da rispettare e un livello di indebitamento che per questo Comune è di circa 900 euro a cittadino” (Claudio Corradino)
Il dato è corretto. Ma il candidato del centrodestra omette un dettaglio. Nel 2013, ultimo anno completo della sua coalizione al governo della città, l’indebitamento procapite, calcolato sull’ammontare dei mutui accesi per investimenti, era a 1.245 euro. Se è stato ridotto del 25% circa è grazie al lavoro di questa giunta.

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